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Wes Wessel,
turista texano, ordina una salsiccia arrostita con senape e pane al
chiosco degli snack sulla banchina 3 e commenta lapidariamente: "Adesso
sono arrivato ad Amburgo." Poco distante, i lavoratori portuali
vociferano scambiandosi spiritosaggini, mentre aitanti esponenti della
generazione trentenne trascorrono il sabato pomeriggio godendosi il sole
e la brezza sulla riva dell'Elba. lo scenario è completato dalle
immancabili "Elbletten", como vengono definite nel gergo locale le
signore della presentazione tipicamente anseatica: orecchini di perle,
giacca Barbour, tailleur e golden retriever al guinzaglio. I due addetti
non sembrano preoccuparsi troppo né del servizio, né della
lunga coda che va formandosi devanti al chiosco. Sorseggiano con
evidente piacere il loro caffè, fra una battuta el'altra, mentre
le salsicce continuano a soffriggere sulla griglia e i clienti iniziano
a dare palesi segni d'impatienzia. Gli amburghesi usano deinire questo
atteggiamento come "bräsig", ovvero uns sintesi fra imbranato,
lento e pigro.
Arrivare ad
Amburgo può essere meraviglioso. Quando la stagione è
quella giusta, il cielo è terso e le nuvole si astengono dal
diffondere un'insistente pioggerellina. Quando si riesco
a scoprire lo charme ascetico della luce del nord. Quando d' estate i
caffè e i ristorantig aprono le loro terrazze all'aperto, le
case-battello noleggiano di nuovo le loro canoe e i battelli a vapore
navigano lungo i canali dell'Alster. Quando si possono gustare le
specialità locali, come le platesse alla Finkenwerder, i timballi
di semolino con scciroppo di bacche, fragole e gelato alla vaniglia, la
torta di fragole alla panna o una grande "Alsterwasser", che tradotto
letteralmente significa "acqua dell'Alster", ma non è acqua,
bensì birra con limonata o aranciata gassata. Il tutto lasciando
vagare lo sguardo sugli enormi cantieri di Blohn & Voss, sulle navi
mercantili o sulle imbarcazioni a vela che solcano il corso dell'Alster
sullo sfondo delle bianche facciate risalenti ai tempi della fondazione.
Nella tematica di
Amburgo rientrano peró anche la nostalgia, le partenze,
l'emigrazione, i debutti...Qui, nello Star Club della famosa Reeberbahn,
hanno iniziato la loro carriera i Beatles. E per cinque milioni di
emigranti del 19° e 20° secolo, la metrolopi nordica sull'Elba
è stata il trampolino di lancio oltreatlantico per l'America del
nord e del sud. Ben quattro milioni di loro si sono insediati negli
Stati Uniti. Molti hanno lasciato la propia terra per sfuggire alla fame
e alla persecuzioni politiche. Recentemente, la città anseatica
ha istituido una banca dati su Internet. Al sito
http://www.hamburg.de/fhh/behoerden/+staatsarchiv/
link_to_your_roots/index.htm sono riportati i dati di emigranti tratti
da vecchie liste di passeggeri. Si tratta di un ausilio per le ricerche
genealogiche, un hobby diffuso nelle cerchie più anziane in
Germania, e in particolare negli USA.
L'architettura del
quartiere portuale di Amburgo rispecchia l'impulso e spesso anche la
voglia di partire. Mole costruzioni - dall'edificio della casa editrice
Gruner + Jahr ai nuovi "cubi" di vetro e acciaio, affacciati sul porto,
che ospitano uffici e ristoranti di moda con vista sull'aacqua - destano
l'impresione di mastodontici transatlantici e navi container
provisoriamente ormeggiati, in attesa di repartire per Buenos Aires o
Valparaíso. Anche il turista americano Wes Wessel sta per salire
a bordo della sua nave, che fra un po'lever´´a le ancore
dalla banchina 3. comunque si tratta solo del traghetto passegeri numero
62 che, passando accanto ai cantieri di Blohm & Voss e allo storico
mercato del pesce, conduce i passegeri fino al meseo portuale. Da qui si
possono esplorare a piedi i lussuosi sobborghi di Amburgo sull'Elba.
D'estate una passeggiata stupenda. Quando sopravviene la stagione
fredda, si dovrebbe invece concedersi un bel viaggio nei paesi del sud.
Anche Wes Wessel ritornerà in aereo in Texas, la sua patria.
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